L’ evoluzione dell’ EMDR

L’ EMDR da quasi trent’anni ha acquisito un’importanza sempre più grande tra le differenti possibilità terapeutiche, come metodologia tra le più usate e le più efficaci nella cura dei traumi. Ha una validazione scientifica e nelle linee guida dell’organizzazione mondiale della sanità viene inserita per le gestioni delle condizioni connesse agli stress e come primo trattamento per il trauma.

L’ EMDR vuol dire “eye movement desensitization and reprocessing”. Tradotto significa che attraverso i movimenti degli occhi si arriva alla desensibilizzazione e alla rielaborazione. Con il termine desensibilizzazione si intende la possibilità di diminuire la forza delle emozioni che si provano nel vivere un’esperienza molto negativa. Il termine rielaborazione riguarda il ricordo non elaborato adeguatamente quando l’esperienza è successa. Tutto questo può avvenire stimolando, attraverso i movimenti oculari, la partecipazione degli emisferi cerebrali alle procedure dell’elaborazione.

In principio questo metodo veniva usato per migliorare le condizioni dei soldati che presentavano un disturbo post traumatico da stress, oggi viene impiegato per curare molti tipi di disturbi psicologici.

La cosa più complessa nella metodologia EMDR, è collaborare con i pazienti nel recuperare i momenti difficili dell’infanzia, poiché ciò rappresenta spesso, il nodo più importante per molte problematiche psicologiche delle persone. Da piccoli infatti si hanno meno risorse per contrastare quegli eventi che diventano soverchianti.

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