Disturbo da sintomi somatici, il legame tra il corpo e la mente

Con lo stress diminuisce il benessere della psiche e quindi anche del corpo. Quando si sta bene nel corpo è più facile sentirsi bene anche psicologicamente: si sorride e c’è più buon umore e il bicchiere si vede mezzo pieno. Mentre invece se c’è tristezza anche il corpo sembra perdere l’equilibrio e spuntano molteplici e fastidiosi disturbi. Pensandoci bene anche il linguaggio descrive l’unione del sentire corporeo e mentale: “mi si spezza il cuore”, “ho le farfalle nello stomaco”, “è come se sentissi nella pancia un peso”.

I disturbi somatici riguardano i sintomi del fisico e le preoccupazioni associate. Sono disturbanti e invalidanti. Soffrire di un disturbo da sintomi somatici vuol dire avvertire segnali fisici che riguardano diverse parti del corpo: possono interessare l’intestino, lo stomaco, l’apparato respiratorio, possono esprimersi attraverso la sensazione di sentirsi deboli o energicamente spenti, i dolori eccetera. A causa di questo la persona prova ansia, irritabilità, tensioni, difficoltà nella concentrazione e nel dormire.

Chi tende a somatizzare lo fa a causa di una difficoltà emotiva, ma è restia a comprenderlo perché non accetta che le reazioni allo stress e alle emozioni si trasformino in malesseri fisici.

Un approccio efficace per i disturbi somatici è la Psicoterapia Sensomotoria. Questo approccio utilizza strumenti di osservazione e di intervento rivolti principalmente al corpo. Il terapeuta si concentra sulla postura, sulle tensioni muscolari, sui movimenti, incoraggiando il paziente a riconoscere ed osservare come le sensazioni fisiche siano legate a particolari emozioni e pensieri e ad integrare queste esperienze corporee nel suo vissuto.

www.psicologosaluzzo.it