Psicoterapia cognitiva

Attacchi di panico: quando il corpo prende il controllo

Alcune persone descrivono episodi improvvisi e intensi: il cuore accelera, il respiro si fa corto, arriva una sensazione di perdita di controllo o di pericolo imminente. Spesso il primo attacco di panico viene vissuto come qualcosa di inspiegabile e spaventoso. Dopo, può nascere la paura che accada di nuovo.

Dal punto di vista clinico, l’attacco di panico non è un malfunzionamento casuale. È una risposta acuta del sistema nervoso che entra in modalità di allarme massimo. Il corpo reagisce come se ci fosse una minaccia reale, anche quando non c’è. La mente prova a capire, ma l’intensità dell’attivazione prende il sopravvento.

In molte storie personali, gli attacchi di panico compaiono dopo periodi di stress, accumulo emotivo o esperienze in cui non è stato possibile fermarsi. A volte sono collegati a eventi specifici, altre volte emergono quando il sistema non riesce più a contenere la tensione.

Il lavoro con l’EMDR non si concentra sull’evitare l’attacco o sul “controllarlo” a tutti i costi. L’attenzione è rivolta a comprendere quali esperienze hanno insegnato al corpo a reagire in modo così estremo. Attraverso un percorso strutturato e graduale, è possibile rielaborare le memorie che mantengono l’allarme sempre pronto ad attivarsi.

Nel tempo, molte persone riferiscono che gli attacchi diventano meno frequenti o meno intensi. La paura della paura si riduce, il corpo recupera una maggiore fiducia nella propria capacità di regolarsi.

Se hai vissuto episodi di panico o temi costantemente che possano tornare, può essere utile fermarsi a capire cosa li sostiene. A volte l’attacco è il punto di arrivo di una tensione che dura da molto più tempo.

Gaetano Gallo, Psicologo e Psicoterapeuta

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