L’utilizzo del respiro

Dr. Gaetano Gallo Psicologo e Psicoterapeuta Saluzzo e Cavour

Il modo di respirare dei pazienti può peggiorare la distorsione della cognizione, la difficoltà nelle relazioni, le fobie, le paure e i pregiudizi emotivi. 

I modelli di respiro compromessi possono andare dal diminuire della quantità di ricambio dell’aria a causa dell’ipotonia o dell’ipertonia della muscolatura respiratoria, ad una concentrazione dell’inspirazione che si limita alla parte più alta del torace, a flussi non omogenei tra espirazione e ispirazione, ad un ritmo respiratorio disturbato.

L’esplorazione di differenti modalità e intervento del ritmo respiratorio può diventare un’importante risorsa per lavorare sui sintomi: ipo e iper-aurosal, diminuire o aumentare l’intensità delle emozioni, aiutate a rilassarsi, aumentare l’energia, migliorare la salute del corpo.

Il paziente va aiutato ad essere più consapevole del modo in cui respira, comprendere come questo influenza il benessere ed effettuare nuove modalità di respiro.

Il paziente con traumi ha un respiro insufficiente, cioè presenta ipo-ventilazione o ha un modo eccessivo di respirare, cioè iper-ventila. L’ ipo-ventilazione spesso è connessa con difficoltà che riguardano lo stato depressivo o con un comportamento che tende ad evitare (evitamento di forti emozioni o eccitazione). L’ iper-ventilazione può essere connessa a uno stato di disregolazione continua, ansia e crisi di panico.

Se una persona è cresciuta in una condizione nella quale si è sentito sotto pressione, spinto verso una prestazione elevata e richieste di risultati di successo, il suo respiro potrebbe essere veloce e intenso, ma non profondo e superficiale. Se invece è abituata a ipo-ventilare, quindi ha un respiro con numerosi sospiri ed espira in maniera prolungata, può sentirsi bloccata e con poche speranze. Se si vuole apparire invincibile e duro, si tende a gonfiare il petto con un inspiro, ma in seguito si fa fatica a espirare e a lasciarsi andare.

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